THE SHOW MUST GO ON - Speciale Juve-Parma. Lo spettacolo doveva davvero continuare?

THE SHOW MUST GO ON.  Di CARLO BUONERBA

Lo spettacolo doveva davvero continuare?

Non sarà certo ricordata come una delle migliori giornate del calcio italiano: la morte di Gabriele Sandri, tifoso laziale colpito da un colpo di pistola in un autogrill di Arezzo (Badia al Pino) mentre insieme a degli amici stava cercando di raggiungere lo stadio Meazza di Milano, per assistere alla sua amata Lazio nella difficile trasferta contro l’Inter.  NO COMMENT. Le reticenze dei vertici calcistici lasciano piuttosto interdetti, la decisione di sospendere la partita di Milano e non le altre lascia perplessi, lascia perplessi quanto la reazione a catena su molti stadi italiani che ancora a tarda sera ci dicono di come a Roma le forze dell’ordine siano sotto scacco per l’assalto di un gruppo di facinorosi. NO COMMENT. Difficile parlare di calcio giocato, tant’è che proprio per evitare che il giocattolo calcio si frantumi si deve forse continuare a parlarne. All’interno dello stadio Tardini di Parma, c’era un unico striscione con scritto: “La morte è uguale per tutti”. Striscione al quale ci sentiamo di condividere appieno il contenuto.

Fatta questa doverosa premessa che non servirà certo a lenire il disappunto, veniamo a quanto accaduto nella trasferta di Parma:

Nel primo tempo i ducali partono a testa bassa denotando una maggiore forza atletica rispetto ai bianconeri forse eccessivamente scossi dalla cronaca nera del prepartita.  I due tecnici schierano due compagini speculari: difesa e centrocampo a 4 a sostegno delle due punte, Ranieri opta per Grygera e Criscito sulle fasce, Legrottaglie e Chiellini al centro, nella mediana  gli esterni sono Camoranesi a sinistra, riproposto dall’inizio dopo le sfavillante prestazione con l’Inter, e Palladino nei panni di vice Nedved. Davanti il duo delle meraviglie Del Piero Trezeguet, con Iaquinta inizialmente in panchina.  L’inizio del match è a favore dei gialloblu che mettono in difficoltà l’asse centrale formata come sempre dal duo Zanetti Nocerino che patiscono le sfuriate di Cigarini e Morrone. Però a parte una maggiore velocità nella corsa il match è equilibrato: la prima vera occasione capita al minuto 34’, con Reginaldo che spara centralmente facendosi parare la conclusione dalla faccia temeraria di Buffon.  Il Parma ha il merito di crederci la Juve tuttavia non si scompone e ribatte colpo su colpo, fin quando l’arbitro Gava di Conegliano Veneto non decide di diventare il protagonista non voluto della disputa: al 40’ Reginaldo slalomeggia in area incuneandosi tra Criscito e Zanetti, il difensore non lo tocca nemmeno, il centrocampista lo sfiora inchiodando la propria corsa per evitare un vero contatto: per l’arbitro è rigore. Sul dischetto va Gasbarroni che infila all’incrocio sinistro, imparabile pure per Buffon. Due minuti dopo c’è subito la reazione della Juve cross velenoso di Palladino Bucci ribatte in malo modo, poi è Mario Rossi provvidenziale ad anticipare Trezeguet.

La ripresa in cui c’è l’ingresso di Iaquinta a sostituire il capitano vede una Juventus che prova a rientrare in partita e dopo 30 secondi sfiora il pareggio con Camoranesi.  Dopo una buona fase di possesso palla arriva però il raddoppio parmense al 12’ cross di Gasbarroni dalla sinistra per Pisanu che stoppa di petto mette giù il pallone e insacca un tiro all’angolino sinistro. Sembrerebbe finita per una qualsiasi altra squadra non per la tigre di mister Ranieri che toglie un affaticato Nocerino e inserisce i piedi velluati di Tiago. Il portoghese entra subito nel vivo del match e mette ordine al centrocampo facendo alzare il baricentro dell’azione bianconera grazie all’aiuto sapiente di Zanetti. Alla mezz’ora su una punizione battuta dalla sinistra da Tiago, Legrottaglie s’immola in uno stacco perentorio schiacciando di testa il pallone che sbatte sul palo ed entra. La Juve cambia faccia e il Parma inizia a boccheggiare. De Carlo getta nella mischia Morfeo, l’estroso trequartista appena in campo subisce un intervento falloso di Chiellini, reagisce colpendo con una manata il difensore toscano: morale della favola entrambe anticipatamente sotto la doccia.  Al 36’  Iaquinta completa la rimonta con un intervento in spaccata dopo assist di Trezeguet su una punizione battuta da Brazzo. La Juve vola macina gioco e azioni il Parma annaspa a spazza via il pallone senza complimenti: al 47’ viene espluso Coly dopo un intervento scomposto su Zanetti, rosso diretto forse eccessivo, ma il meglio del Gava day deve ancora arrivare: sulla punizione seguente è ancora Iaquinta a colpire questa volta di testa, l’arbitro vede un disfioramento tra l’attaccante e Castellini  e annulla inspiegabilmente un gol validissimo e meritato per quanto fatto vedere negli ultimissimi minuti di gara. In una giornata triste di Novembre il calcio ha perso due volte.

 

PARMA-JUVENTUS 2-2 (primo tempo 1-0)

MARCATORI: 43’ Gasbarroni rig. (P),  12’ st Pisanu (P),  30’ st Legrottaglie (J) , 36’ st Iaquinta (J).

PARMA (4-4-2): Bucci, Coly, Falcone, Rossi, Castellini, Pisanu (32' s.t. Morfeo), Morrone, Cigarini, Gasbarroni (23' s.t. Dessena); Reginaldo (42' s.t. Matteini), Corradi. A dips. Pavarini, Zenoni, Parravicini, Paponi. All. Di Carlo.

JUVENTUS (4-4-2): Buffon, Grygera (18' s.t. Salihamidzic), Legrottaglie, Chiellini, Criscito; Camoranesi, Nocerino (13' s.t. Tiago), Zanetti, Palladino, Del Piero (1' s.t. Iaquinta), Trezeguet.  A disp. Belardi, Birindelli, Zebina, Almiron). All. Ranieri.

ARBITRO: Gava di Conegliano Veneto.

AMMONITI: Legrottaglie, Morrone, Pisanu, Camoranesi, Palladino, Criscito.

ESPULSI: 33’ st Morfeo e Chiellini reciproche scorrettezze, 47’ st Coly  per intervento scomposto.