Il punto sul Torino di Fabrizio Tosi -

17.04.2021 19:58

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Torino – Roma, un incontro che vede coinvolti i tre principali tempi verbali della lingua italiana: passato, presente e futuro.

Un passato che vede sulla sponda giallorossa il nome di Bruno Peres e su quella granata quello di Antonio Sanabria, il quale ha trascorso, nella squadra giallorossa, la sua prima esperienza italiana.

Era la stagione 2014 – 2015, la seconda di Rudi Garcia, quando Francesco Totti segnò, in data 30 settembre 2014, il suo ultimo goal in Champions League, ai danni del Manchester City.

Totti aveva 38 anni da poco compiuti e quel giorno ha firmato un altro record della sua carriera diventando il marcatore più anziano della massima competizione europea.

Sanabria era diventato maggiorenne pochi mesi prima, il 4 marzo, mentre si trovava in prestito al Sassuolo, dove ha 

timbrato” soltanto due presenze in serie A e altre nelle giovanili. Lo stesso fece quell’anno con la Roma, alternandosi tra la squadra di Alberto De Rossi e quella di Garcia, osservando le gesta di Totti, De Rossi e compagni.

La sua esperienza romana durò poco. Purtroppo era troppo giovane e inesperto per una rosa che lottava per i vertici: questo portò il club capitolino a cederlo al Betis Siviglia, il 15 luglio 2016.

Lo scorso anno, nel mercato invernale, Nicola lo portò con sé al Genoa e fallì un rigore proprio contro la Roma, il 5 maggio 2020. Ora è di nuovo con il suo mister, in una piazza desiderosa di riscatto, che già lo ama, data la doppietta alla Juventus che per poco regalò il derby ai granata.

Domani sarà la sua occasione e al suo fianco avrà un compagno, Belotti, che forse il prossimo anno potrebbe indossare la maglia giallorossa, specialmente il Toro non raggiungerà il suo obiettivo primario: la salvezza.

Domani (oggi N.d.R.) potrà riscattarsi gettando la palla alle spalle di Pau Lopez e regalare, insieme a Belotti, una (o più reti) fondamentali per la salvezza. Una salvezza che per il paraguaiano è sinonimo di riscatto. Un riscatto da una squadra che non ha saputo credere in lui, che lo strappò al Barcellona B, la squadra che lo lanciò nel calcio professionistico, facendogli toccare il terreno del Camp Nou, uno stadio dove sono passati i più grandi e chissà se un giorno, quando deciderà di tornare nella “sua” Catalogna, non potrà di nuovo indossare quella maglia?

 

 

 

 

1.1 SCARCHILLI, ROMANO E ROMANISTA, MA CON UN CUORE GRANATA.

Non saranno soltanto Bruno Peres e Sanabria i grandi ex di domani. Nello staff di Roma Tv, c’è un ex centrocampista chiamato Alessio Scarchilli, vecchia conoscenza granata, di cui indossò la maglia dalla stagione 1996-97 al 2002-03, divenendo uno dei beniamini della tifoseria. Una tifoseria a cui è rimasto affezionato e chissà se forse un giorno ci tornerà nelle vesti di allenatore.

Scarchilli, romano del X municipio, ha trascorso sei anni a Torino. Viveva alla Crocetta ed era uno dei punti di riferimento del centrocampo di Mondonico prima, di Camolese poi.

Segnò, nel novembre 1999, contro la Roma portando il Torino sul temporaneo 1-0.

Su Toronews, l’ex centrocampista granata ha espresso il suo punto di vista sull’incontro, affermando che la Roma arriverà a Torino con la voglia di vincere, ma che gran delle sue energie sono state “consumate” in Europa League. Questo però non toglierà alla Roma la voglia di voler migliorare la posizione in classifica, ma ad attenderla in uno stadio omonimo a quello romano, c’è un Torino pronto e motivato per mettere i bastoni tra le ruote alla compagine capitolina, che dovrà sudare più di sette camicie per abbattere la forza del gruppo granata.

Scarchilli – il quale conserva un ottimo ricordo delle sue stagioni in granata – crede molto nel lavoro svolto da mister Nicola, che oltre a ridare motivazione alla squadra, è riuscito a rivalutare il ruolo della mezz’ala, affidando a Verdi questo arduo compito; un compito che anni fa svolgeva lui, quando a guidare l’attacco c’era un certo Marco Ferrante. Sul caso Cairo, invece, si dichiara molto soddisfatto, dato che da diversi anni il Toro sta avendo una stabilità nel massimo campionato; una stabilità che purtroppo non ha potuto vivere durante il suo periodo di calciatore, date le difficoltà societarie del gruppo che guidava il Toro di quegli anni.

                                                                                                                                                                            di Fabrizio Tosi


 

 

 

 

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